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Oltre la birra

Vini, distillati e sidri

L’universo oltre la birra

Oltre alla birra, che già di per sé costituisce un mondo di stili, colori e sapori, c’è un universo fatto di vini, distillati, sidri e idromele.

Il vino e i suoi territori

Il vino è la bevanda per eccellenza, soprattutto in Italia dove abbiamo molte fra le cantine vinicole migliori al mondo. Rosso, bianco, rosato, passito, liquoroso, dolce, spumante… c’è una varietà di gusti che soddisfa ogni palato. TuttoBirre.blog si spende negli approfondimenti delle caratteristiche delle zone vinicole storiche come la Franciacorta, la Valdobbiadene, la Valpolicella, il Monferrato, il Primitivo di Manduria per l’Italia; il Bordeaux, la Borgogna, la Champagne e altro per la Francia, ma non si ferma qui. Ci sono regioni vinicole in grande crescita in Sud Africa, in Argentina, in Cile, in Australia, in Nuova Zelanda e in zone meno note ma non per questo meno meritevoli di essere scoperte.
Un esempio è il Vino Neozelandese Wild Sauvignon 2018 della cantina Greywacke. Vino dal colore giallo paglierino, presenta aromi di brioche, marmellata di albicocche, limone, pesche e ananas, oltre a sfumature erbacee di dragoncello e timo. Fermentato interamente con lievito naturale, questo è un vino bianco da 13,5% ottimo con pesce, primi elaborati e carne bianca, che rappresenta uno stile alternativo di Sauvignon Blanc, complesso e consistente, con un palato ricco e generoso.
Ma questo è solo un esempio di vino di qualità proveniente dall’altra parte del mondo. Che aromi si percepiscono con un vino bianco rispetto ad un altro? Con cosa si può abbinare un buon passito? Quali vini sarebbero l’ideale con un pasto a base di crostacei? E cosa abbinare con la cacciagione?
Nel nostro viaggio attraverso vitigni, cantine vinicole, annate e paesi di produzione, scopriremo dei tesori da degustare, apriremo una parentesi sui vini provenienti da vigne biologiche, parleremo dei significati delle varie denominazioni come DOC, DOCG, DOP, IGP, IGT e assaggeremo virtualmente bottiglie di qualità disponibili sul mercato e acquistabili comodamente online.
E a voi come piace il vino? Leggero, medio o robusto? Preferite le produzioni locali o vi piace scoprire nuovi sapori provenienti da terre lontane?

“Il vino è poesia imbottigliata.”
Robert Louis Balfour Stevenson


Distillati, distillerie e sapori speciali

Nella definizione “distillati” si racchiudono tante tipologie di alcolici che variano molto l’una dall’altra. Fra i superalcolici di cui parleremo ci saranno brandy, cognac, armagnac, gin, grappa, acquavite, liquori, amari, rum, sakè, shochu, tequila, mezcal, vodka, whisky, bourbon, distillato di birra, calvados e cos’altro? La lista è davvero molto ampia e comprende una gamma di sapori pressoché infinita.
TuttoBirre.blog si addentrerà nei meandri delle distillerie e dei produttori di liquori di qualità da degustare con moderazione, per apprezzarne ogni sfumatura.
Come per le birre, anche la sfera dei distillati nasconde tanti segreti ed è piena di curiosità che sono delle vere chicche per gli appassionati. Ad esempio, sapevate che il Giappone non è famoso soltanto per la sua bevanda locale, ovvero il sakè? Da qualche anno si è fatto strada nel mercato dei liquori anche il whisky giapponese che, con grande sorpresa dell’Occidente, è talmente raffinato da poter essere valutato sulla stessa scala della sua controparte scozzese originale. Infatti il Nikka Yoichi single malt invecchiato 10 anni nel 2001 vinse il premio “Best of the Best” ai Whisky Magazine’s awards.
Online è possibile acquistare diverse edizioni limitate di questi distillati, come lo Yoichi single malt della serie “Nikka Discovery, da 48%, realizzato esclusivamente da malti non torbati che offre un delicato sentore fruttato insieme alla sua caratteristica affumicatura generata dalla distillazione a carbone.

“Un bicchiere di whisky bisogna prima guardarlo, e quando ci si stanca di guardarlo incominciare a bere. Come con una bella ragazza.”
Haruki Murakami

Per tornare alle produzioni giapponesi più classiche, per la gioia di tutti gli appassionati ormai è facilmente reperibile una vasta gamma di sakè come il Sakè Tamagawa Yamahai di Kinoshita Shuzu Kumihama un liquore prodotto in edizione limitata che richiama ciliegie mature e yogurt. Morbido e caldo, questo sakè da 20% è davvero da provare.

Vale assai più
pianger d’ebbrezza,
dopo aver bevuto il sakè,
che cercar di dire cose sagge.
Ōtomo no Tabito


Sidro, una bevanda antichissima

Il sidro è una bevanda prodotta dalla fermentazione delle mele o delle pere, dalla gradazione alcolica che parte da 2% e arriva a 7%. Di origine antichissima, è molto diffuso nel Regno Unito, in Francia, Spagna e nei paesi del Nord Europa. Pare che la documentazione archeologica che ha evidenziato il più antico sidro sia datata III millennio a.C. In Italia purtroppo i sidri non sono molto popolari, ma per fortuna è possibile trovarne alcuni in diversi pub ben forniti e online.
Ad esempio il Sidro Extra Brut Sidreria Formenti di Menaresta è realizzato con mele biologiche della Valtellina, fermentate sui lieviti saccharomyces bayanus e rifermentato in bottiglia. Il risultato dona un sidro secco da 7%, fruttato, floreale e leggermente balsamico che si abbina perfettamente con salumi, formaggi e torte di mele.
Troviamo un altro esempio nel Sidro Demi Sec 75cl di Christian Drouin ottenuto dalla fermentazione di mele amare 70%, mele dolci 20% e mele acidule 10%, e non viene filtrato. Il risultato si traduce in un sidro da 3% succoso, fruttato e abbastanza dolce. Il profumo al naso ricorda la mela e i fiori bianchi. In bocca è fresco, scorrevole e dissetante, perfetto come aperitivo.

“Presto! Portatemi una brocca di sidro affinché possa bagnare la mia mente e dire qualcosa di saggio!”
Aristofane

Idromele, la bevanda degli dei

L’idromele è una bevanda prodotta dalla fermentazione del miele e la gradazione alcolica parte da 8% per arrivare a 17%. La ricetta base prevede miele, acqua e lievito, ma da qui si possono aggiungere malto, frutta e spezie. Si tratta del fermentato più antico del mondo dato che non è necessaria alcuna coltivazione per poterla produrre.
Nella mitologia indoeuropea è la tipica bevanda dell’aldilà e dell’immortalità. Per Celti e Germani, che la chiamavano “nettare degli Dei” era la bevanda sacra associata al polline dei fiori, alla laboriosità delle api e al simbolo sacro dell’acqua di fonte. Tra il IX e il I secolo, tra i Celti era prodotto e bevuto dai Druidi e dal clan durante le cerimonie sacre che scandivano le stagioni. Per i Celti l’idromele non era finalizzato esclusivamente ad accompagnare i pasti, ma era una bevanda rituale atta ad alterare lo stato di coscienza e a facilitare il contatto con le divinità.
Oggi è possibile fare un salto nella storia e degustare diversi tipi di idromele, facilmente reperibili online. Ad esempio l’Idromele Blue Berry White di Superstition Meadery è davvero goloso e viene prodotto con mirtilli e cioccolato bianco. Al naso regala un bouquet olfattivo di profumo di rose, vaniglia e mirtillo. Al palato è ricco, emerge il sapore del cioccolato bianco che successivamente lascia il posto alle note di mirtillo e rovere. Idromele da 13,5%, è perfetto con crostate alla frutta, gelato alla vaniglia e datteri ricoperti di cioccolato.

Vini, distillati, sidri e idromele, questo e molto altro fra gli approfondimenti del nostro magazine TuttoBirre. Seguici per aggiornamenti interessanti e notizie in bottiglia!


Attenzione: TuttoBirre.blog ricorda che è importante bere con moderazione e non mettersi alla guida o non utilizzare macchinari pesanti dopo aver bevuto.